Nell’istante in cui comprendiamo il comico l’uomo non ride, il riso segue subito dopo, come una reazione fisica, come una contrazione in cui non c’è più alcun pensiero. Il riso è una contrazione del volto e nella contrazione l’uomo non ha più il dominio di sé, è dominato da qualcosa che non è né la volontà né la ragione. E’ questo il motivo per cui lo scultore antico non raffigura il riso. L’uomo che non ha il dominio di sé (l’uomo al di fuori della ragione, al di fuori della volontà) non può essere considerato bello. Se la nostra epoca, contrariamente allo spirito dei grandi pittori, ha fatto del riso la formna privilegiata del volto umano, significa che l’assenza di volontà e di ragione è diventata lo stato ideale dell’uomo.

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